Il viaggio è iniziato. Prima tappa: Digital Death!

“Death is a part of life and life has become digital”

Questa è la frase che accoglie il lettore quando approda sul sito della ricercatrice Stacey Pitsillides, specializzata in Digital Death.
Prima di addentrarci alla scoperta del Digital Death è necessario fare un passo indietro.
Nel tempo numerosi studiosi – psicologi, sociologi, filosofi – si sono interessati allo studio del concetto di “morte”. In particolare, George Simmel – psicologo e sociologo tedesco – nei suoi studi sostiene come ci sia una correlazione tra cultura, periodo storico e il significato attribuito alla morte. È proprio su questo concetto che poggia le basi il viaggio che stiamo per intraprendere.

Rispetto ai secoli passati, il nostro presente è caratterizzato da una vera e propria cultura digitale, nata dalle profonde trasformazioni in ambito tecnico-informatico. Ed è proprio da qui che partono gli studi sulla cosiddetta Digital Death. Si tratta di un campo di ricerca interdisciplinare, strettamente legato ai Death Studies; gli studi scientifici e umanistici relativi al tema della morte.
Il termine Digital Death – morte digitale – indica quindi il modo in cui in cui è cambiato il rapporto tra il singolo individuo e il fine vita in relazione allo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche e mediatiche, a partire dalla diffusione di Internet. (Davide Sisto, Digital Death: una morte post-umana)
In particolare, chi studia Digital Death cerca di comprendere cosa succede, dopo la scomparsa dell’utente, ai suoi dati immessi in Rete. Il punto di partenza di questi studi corrisponde con le caratteristiche della cultura digitale e del web.
Primo tra tutti il concetto di PRESENZA DIGITALE.
Sisto afferma infatti che il web rappresenta uno “strumento – in apparenza immateriale – con cui ciascuno veicola costantemente la propria presenza.” L’essere presenti è quindi l’elemento cardine della Rete.
La Presenza Digitale, la cui massima espressione si ha nei Social Network, si differenzia rispetto alla “Presenza Fisica” comunemente intesa (il fatto che una persona si trovi in un luogo o assista, intervenga, partecipi a qualcosa). La differenza principale riguarda la temporalità; la Presenza Digitale sembra essere a tempo “indeterminato”, senza interruzioni.  Per comprendere questo concetto riflettiamo sul nostro utilizzo dei social network e l’onnipresenza dello smartphone.
Non siamo forse perennemente connessi?
Tutte le tracce che lasciamo in rete ( e-mail, foto, commenti) rimangono lì, a prescindere dalla nostra presenza fisica.
Ogni cosa prosegue, come se la Rete fosse quasi un mondo parallelo. Qui entrano in gioco i concetti di Immortalità e Memoria Digitale e il fatto che “chi rimane” può continuare a interagire con le tracce lasciate dalla persona scomparsa. L’interesse per questi concetti ha dato vita alla nascita di numerosi progetti digitali e dinamiche virtuali (basti pensare a Facebook e ai profili erede).

A questi argomenti dedicheremo i futuri articoli, in quanto meritano il giusto approfondimento. Intanto ci auguriamo di avervi lasciato qualche spunto di riflessione interessante.
Il viaggio prosegue; continuate a seguirci per scoprire quale sarà la prossima meta!

PS. Non dimenticate di condividere con noi le vostre riflessioni!

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