La sorprendente varietà dei riti funebri nel mondo

Nell’immaginario collettivo – tipicamente occidentale – quando si parla di riti funebri ci sono alcuni elementi ricorrenti. Tra questi troviamo: l’abbigliamento nero, il funerale in chiesa, preghiere silenziose, raccoglimento dei parenti, i necrofori che caricano la bara in spalla, l’arrivo al cimitero col carro funebre, per finire con la calata della cassa ricoperta di fiori nel terreno fino alla tumulazione.

Tuttavia, in altri luoghi del mondo le tradizioni legate alla cerimonia funebre possono essere estremamente differenti. Esploriamone alcune!

Lo ngaben di Bali

Nell’isola indonesiana di Bali quando muore qualcuno la famiglia organizza uno ngaben. Si tratta di un rito funebre in cui la salma viene depositata in un sarcofago che viene portato in processione fino al luogo in cui avverrà la cremazione. Le ceneri vengono raccolte in una noce di cocco e disperse in mare, dopo una cerimonia accompagnata da musica tradizionale balinese. Lo ngaben, diversamente da un funerale tipico occidentale, è un’occasione di festeggiamento poiché nella tradizione libanese la cremazione del defunto corrisponde con la liberazione dell’anima, pronta per la reincarnazione.

Il famadihana del Madagascar

Nell’altopiano centrale del Madagascar milioni di persone praticano un rito funebre chiamato famadihana. Ad alcuni anni di distanza dal decesso, i resti degli antenati vengono riesumati dalle tombe, avvolti in un nuovo drappo di seta e spruzzati con profumi, quindi vengono portati sulle spalle dei discendenti che danzano intorno alla tomba. Finita la danza i resti vengono posati al suolo e circondati dai familiari che rivolgono loro preghiere. Al termine della cerimonia gli avi tornano alle loro sepolture, fino al successivo famadihana.

Un rito simile, la cerimonia Ma’nene, viene svolta dagli abitanti di Tana Toraja sull’isola indonesiana di Sulawesi. Le salme dei defunti vengono infatti riesumate, lavate, trattate con una particolare soluzione di acqua e formaldeide per favore la conservazione.
Questo tipo di cerimonia ci insegna che per gli abitanti di Tana Toraja il corpo del defunto non svanisce definitivamente, una volta chiusa la bara. Ogni tre anni infatti quest’ultimo ritorna a “vivere” in mezzo alle persone che lo hanno amato. Il confine tra vita e morte in questo modo viene a sfumarsi e il distacco risulta essere molto meno traumatico.

La bara-albero dei Caviteno

I Caviteno, abitanti delle regioni rurali di Cavite nei pressi di Manila nelle Filippine, seppelliscono i loro cari all’interno di alberi cavi. Il diretto interessato sceglie personalmente l’albero quando ha il sentore che il punto di morte sia vicino. Al momento del decesso il corpo viene quindi inserito verticalmente all’interno dell’albero cavo.

New Orleans e il funerale Jazz

A New Orleans, in Louisiana, il rito funebre avviene a suon di Jazz che rappresenta una combinazione tra due tradizioni: quella francese e quella afro-americana. Il clima di questa funzione attraversa picchi di gioia e dolore, il tutto accompagnato dal sottofondo di una banda musicale e una danza liberatoria. Dopo la sepoltura del defunto, le note divengono più allegre rendendo l’atmosfera più rilassata.

Questi descritti sono solo una minima parte dei numerosi riti funebri esistenti al mondo. Esplorarli può essere uno spunto interessante per conoscere nuove culture e riflettere sulla nostra concezione della vita.

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